IL PERCORSO
Come psicoterapeuta, attraverso l’ascolto, aiuto a riconoscere ed elaborare il problema fonte di sofferenza, a prendere coscienza del proprio modo di funzionare a livello psicologico e a scoprire ed utilizzare quelle risorse personali che accrescono il senso di controllo sulla propria esistenza.
Roberto Biella-Battista
Roberto Biella Battista
  • Laureato in Psicologia Clinica
Abilitato alla professione di Psicologo e iscritto all’Ordine degli Psicologi del Piemonte
  • Specializzato in Psicoterapia Transculturale
Iscritto nell’elenco degli Psicoterapeuti del Piemonte
  • Master in Psicologia delle emergenze
  • Master in Studi sulla Morte
  • Specializzato in Psicologia dell’Emergenza Sanitaria e Psicotraumatologia
  • Laureato in Lingue e Letterature Straniere

Alcuni testi di riferimento per saperne di più su psicologia e psicoterapia transculturale:

  • Bennett, Milton J. Towards ethnorelativism: A developmental model of intercultural sensitivity. In R. M. Paige (Ed.), Education for the intercultural experience (2nd ed., pp. 21–71). Yarmouth, ME: Intercultural Press, 1993
  • Devereux, G. (1973). Saggi di etnopsichiatria generale. Parigi: Gallimard.
  • Faravelli, C. (2010). Psicofarmacologia per psicologi. Bologna: Il Mulino.
  • Freud, S. (1912). Dinamica della traslazione (Vol. 6). Torino: Bollati Boringhieri (1976).
  • Inghilleri P. (a cura di), Psicologia culturale, Raffaello Cortina. Milano, 2009
  • Inghilleri P.,Terranova-Cecchini R., Avanzamenti in psicologia transculturale, Franco Angeli, Milano, 1991
  • Kirmayer L. J. Psychotherapy and the cultural concept of the person. Transcult Psychiatry, 44(2), 232-257, 2007
  • Kleinman A., Rethinking psychiatry : from cultural category to personal experience. Free Press, 1991
  • Luborsky, L. (1984). Principi di psicoterapia psicoanalitica. Torino: Bollati Boringhieri.
  • Leff J., Psichiatria e culture. Una prospettiva transculturale, Sonda, 2008
  • Mezzich, J., & Salloum, I. (2007). Towards Innovative International Classification and Diagnostic System: ICD-II and Person-Centered Integrative Diagnosis. Acta Psychiatrica Scandinavica, (116-1)1-5.
  • Terranova-Cecchini R., Tognetti Bordogna M., Migrare, 1992
  • Terranova R., Servida A., Psicoterapia Transculturale: Glossario dei termini in uso, Fondazione Cecchini-Pace, 2009
  • Tseng W., Manuale di Psichiatria Culturale, Cic, Roma, 2003
L'ascolto che cura

Prima ancora della parola, l’ascolto è il principale strumento di lavoro dello psicoterapeuta: è l’ascolto che cura.

In un contesto privato, riservato e tutelato dal segreto professionale, è un ascolto speciale, attivo, attento e non giudicante, aiuta ad esprimere il disagio che rende il vivere attuale più difficile, incerto e doloroso.

Come psicoterapeuta, attraverso l’ascolto, aiuto a riconoscere ed elaborare il problema fonte di sofferenza, a prendere coscienza del proprio modo di funzionare a livello psicologico e a scoprire ed utilizzare quelle risorse personali che accrescono il senso di controllo sulla propria esistenza senza prevaricare gli altri.

La psicoterapia che pratico è all’interno di un quadro di riferimento teorico ampio, quello della cura attraverso cultura: in altre parole, psicoterapia transculturale.


l'ascolto che cura
Come psicoterapeuta, attraverso l’ascolto, aiuto a riconoscere ed elaborare il problema fonte di sofferenza, a prendere coscienza del proprio modo di funzionare.
La Consultazione
Prima della psicoterapia.
Ogni intervento psicoterapeutico propriamente detto è preceduto da una consultazione, o primo colloquio, in cui la persona che si rivolge a me ha la possibilità di:

  1. 1definire meglio il problema e la propria richiesta d'aiuto;
  2. 2collocare il disagio attuale all'interno della propria storia personale;
  3. 3esplorare la propria motivazione al cambiamento;
  4. 4interrogarsi sulle proprie aspettative rispetto alla cura psicologica.

Durante l’incontro di consultazione definisco con la persona che a me si rivolge i possibili percorsi di cura per il disagio presentato, le modalità di lavoro, il numero e la cadenza delle sedute.

Una consultazione può concludersi con esiti differenti: può essere l’inizio di un percorso breve di chiarificazione e definizione del disagio con o senza l’uso di test psicodiagnostici, può proseguire in una vera e propria psicoterapia o può infine produrre l’invio ad un altro specialista (psichiatra, neurologo o altro psicoterapeuta con formazione più idonea a trattare il disturbo presentato dalla persona).


La psicoterapia transculturale
Il modello teorico di riferimento.
Il termine cultura non deve spaventare né allontanare: non ha nulla a che vedere con i titoli di studio e con le scuole frequentate.

Cultura è “il quotidiano che si accumula con il tempo”, la vita vissuta insieme agli altri, è il patrimonio di ogni gruppo umano, trasmesso di generazione in generazione, e comprende conoscenze, credenze, fantasie, ideologie, simboli, norme, valori, nonché tutti i comportamenti che da questi derivano.

Tutti noi nasciamo, cresciamo e moriamo in una o più culture, fonti di benessere e malessere psicologico. La famiglia, i valori, le tecnologie, le ideologie, i luoghi geografici, gli oggetti della vita quotidiana ecc.: tutto condiziona il nostro modo di percepire noi stessi, gli altri e le relazioni. La nostra storia di vita, narrazione umana unica e irripetibile, incarna il modo in cui selezioniamo e facciamo nostri, a livello conscio e inconscio, i modelli culturali in cui siamo immersi.

Psicologia e antropologia, scienza della mente e scienza dell’uomo, colgono due facce della stessa medaglia - psiche e cultura - ricchezza e complessità di ciascuno di noi e rappresentano il mio costante riferimento scientifico.

In questo contesto è possibile nutrire, attraverso un vero lavoro d’equipe, lo sguardo più ampio alla persona, italiana e straniera, che manifesta un disagio.
Le neuroscienze stanno confermando che la cultura è il nostro fondamento: l’immensa rete di neuroni del nostro cervello va intrecciandosi a fronte dell’esposizione alle esperienze di vita. E le esperienze sono essenzialmente di tipo culturale.

Analogamente, la memoria che ci consente fin dalla nascita di rispondere agli stimoli esterni è memoria culturale, memoria di apprendimento segnato dalla cultura nella quale si nasce: resa concreta e presente dai genitori e da chi si prende cura di noi, espressa dalle Istituzioni, dalle cose e dai simboli che ci circondano.

Tutto questo va a formare il nostro nucleo più profondo, la chiarezza costante "di essere noi".


Questo percorso di sviluppo vale per ogni persona in ogni società, da quelle più modernizzate a quelle più tradizionali.

Quando però questa chiarezza viene meno e il disagio e la confusione si insinuano in noi in conseguenza ad un evento traumatico o di un’esperienza stressante quali un cambiamento improvviso che interviene nella vita, una problematica esistenziale che allenta i legami con la cultura che ci ha nutrito e ci nutre è il momento di chiedere aiuto allo psicologo.

Una società come la nostra, caratterizzata da grande frammentazione e contaminazione culturale, di deriva di taluni valori, pone al centro il problema della relazione fra l’individuo e la sua cultura e i suoi possibili disagi.

La tendenza alla globalizzazione cancellerà le culture? Forse sì, ma non potrà mai annullare "il cambiamento", cifra distintiva dei moderni processi di pensiero e caratteristica imprescindibile di una psicoterapia che voglia dirsi "moderna".
Cambiamento! è il motto della modernità e lo deve essere anche della psicoterapia.
Come psicoterapeuta transculturale accompagno e sostengo il cambiamento.



orchidea
Durata e costi della psicoterapia

La psicoterapia transculturale, proprio perché attenta all’attualità in cui siamo immersi, non propone percorsi di cura indefiniti ed economicamente onerosi: il numero di sedute che si ritengono necessarie alla comprensione e definizione del problema, alla condivisione di risorse psichiche per la gestione e, auspicabilmente, risoluzione del disagio è circoscritto e preventivato al termine del colloquio di consultazione.

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